Street food

La cucina è cultura, è tradizione, è identità di un popolo. Napoli può vantare una gastronomia nobile, ricca e antica, ma c’è una cucina che accomuna tutti gli strati sociali, che mette d’accordo da secoli tutti gli abitanti della città, ed è quella che oggi è comunemente chiamata street food, ossia il cibo da mangiare mentre si passeggia. La pizza cotta nel forno a legna, sottile, fumante, tonda ma ripiegata in quattro parti a formare uno spicchio, la frittura, che sia pasta cresciuta, polenta o pesciolini di paranza. E per finire, i dolci napoletani per eccellenza, babà e sfogliatella.

Pesce e frutti di mare

Vongole, pesce spada, baccalà, polpo, sono i pesci tipici della cucina di pesce napoletana. Ma anche pesci meno pregiati, come alici, pesce spatola, danno vita a ricette di grande gusto. I locali che offrono queste preparazioni a Napoli non mancano, ma non si può non rimanere stregati dal fascino antico di una passeggiata a Borgo Marinari, con le barche e le reti e i pescatori con la pelle scurita dal sole e il profumo che si diffonde dai ristorantini che punteggiano il lungomare.

Pomodorini del piennolo

La pasta al pomodoro può sembrare un piatto semplice, quasi banale. Non a Napoli, dove la pasta sono i paccheri, magari quelli porosi, ruvidi, trafilati al bronzo dei maestri gragnanesi, e il podoro, anzi il pomodorino, è quello tipico del Vesuvio, detto del piennolo, perchè si conserva appendendolo in grappoli ai muri esterni delle case per farlo maturare molto lentamente concentrandone il gusto. E a profumare il tutto un mazzetto di basilico, che dà ad ogni piatto un'identità spiccatamente mediterranea.

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